Leonardo De Carlo - 2016-04-10

7 Giorni di Puglia - Colonna di Sant'Oronzo


Dopo qualche giorno di pausa, Sette Giorni di Puglia riparte per il Salento (dopo, ovviamente, una passeggiata in riva al suo splendido mare!) e fa tappa nella soleggiata Lecce.


E camminando naso per aria, cosa spicca sulla pietra e tra le decorazioni barocche di chiese e palazzi? E’ la Colonna di Sant'Oronzo, situata nell’omonima piazza.
Alto circa 29 metri, questo monumento venne realizzato utilizzando i rocchi crollati di una delle due colonne romane poste al termine della Via Appia a Brindisi. La statua di Sant'Oronzo, patrono di Lecce, venne eseguita a Venezia nel 1739 ed eretta in segno di gratitudine per aver protetto la città da un’epidemia di peste diffusasi nel 1656 nel Regno di Napoli.
Ma chi era Sant’Oronzo? Nato col nome Publio a Rudiae da una nobile famiglia pagana, secondo la tradizione sarebbe stato eletto primo vescovo di Lecce da san Paolo in persona.
La leggenda vuole che un giorno san Paolo, l'Apostolo delle genti, consegnasse una sua Lettera (alcuni studiosi pensano che si tratti della celeberrima "lettera ai Romani") a Tizio Giusto di Corinto, affinché la recapitasse a Roma. Mentre era in viaggio, Giusto fu sorpreso da una violenta tempesta, al largo delle coste salentine, che ne causò il naufragio presso l'attuale spiaggia di San Cataldo, dove fu salvato e curato da Publio e suo nipote Fortunato. Fu lui a convertirli e battezzarli: Publio cambiò così il proprio nome in Oronzo, "risorto". Giusto e Oronzo cominciarono a predicare e furono denunciati dai sacerdoti pagani al pretore romano, che impose loro di offrire incenso a Giove nel tempio a lui dedicato. Rifiutarono, e il pretore li condannò alla flagellazione e li fece rinchiudere in carcere.
Una volta scarcerato, Giusto andò a Roma da Pietro; conclusa la propria missione tornò a Lecce e invitò Oronzo e Fortunato a seguirlo a Corinto per presentarli all'Apostolo Paolo. A Corinto Paolo consacrò Oronzo primo Vescovo di Lecce e della Japigia e nominò Fortunato suo successore. Tornati nel Salento, predicarono convertendone buona parte della popolazione, ma l'inasprimento delle persecuzioni contro i Cristiani voluta dall'imperatore Nerone (64 d.C.) con l'invio a Lecce del ministro Antonino, costrinse Oronzo e Giusto a un esilio forzato, un lungo viaggio missionario che li portò in varie città della Puglia e della Lucania.
Nonostante il sostegno della popolazione, dopo aver toccato Siponto, Potenza, Taranto e Turi furono trovati dai legionari e ricondotti a Lecce, e al termine di un processo sommario accusati di perduellio (alto tradimento nei confronti degli dei dell'Impero) e condannati a morte per decapitazione il 26 agosto del 68 d.C., giornata in cui tutt’oggi ricorre la sua festa patronale.

Sitografia
Wikipedia

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