Leonardo De Carlo - 2016-03-21

7 Giorni di Puglia - Monumento al Marinaio di Taranto


Col ritorno delle belle giornate, cosa c'è di meglio di una passeggiata all'aria aperta? E per chi come noi già sente la nostalgia dell'estate, oggi salpiamo verso lidi non molto lontani ma ugualmente affascinanti: partiamo alla volta di Taranto.


Uno modo singolare di guardare questa splendida città è senz'altro dal cuore dei Due Mari o dalle Isole Cheradi, di recente aperte al pubblico, grazie alle minicrociere che vi consigliamo di provare. Dal mare aperto, oltre al Castello Aragonese e alla parte vecchia della città, la cosa che forse attira più l'attenzione è il Monumento al Marinaio, vicino al Ponte Girevole.
Questa notevole scultura in bronzo, alta ben sette metri, raffigura due marinai nell'atto di salutare le imbarcazioni che lasciano (o raggiungono) il canale che collega il Mar Grande e il Mar Piccolo, sventolando il loro tipico berretto. Realizzata dallo scultore Vittorio di Cobertaldo nel 1974, poggia su un piedistallo di granito sul quale è posta una iscrizione: “Ai marinai delle forze navali italiane. L' Ammiraglio d'Armata Angelo Jachino – Seconda Guerra Mondiale 1940-43?.
Come si intuisce dall'epigrafe, fu realizzata per volontà dell'Ammiraglio Angelo Jachino, comandante dell'armata militare di base a Taranto durante l'ultimo conflitto mondiale, in ricordo dei marinai caduti durante la Notte di Taranto. L'opera si armonizza perfettamente con il simbolo racchiuso al centro di ogni segmento della ringhiera del Corso due Mari, una stella a 5 punte e lo stemma della Marina dei Savoia, a simboleggiare il legame indissolubile fra Taranto e i militari che da sempre giungono in città da ogni parte d'Italia.
Ma cos'è esattamente la Notte di Taranto? Si tratta di un attacco aereo avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 novembre 1940, perciò in piena Guerra Mondiale: in quella data la flotta navale della Regia Marina Italiana riportò gravi danni ad opera della flotta aerea della Royal Navy britannica, e come disse l'Ammiraglio Andrew Cunningham, Comandante in Capo della Mediterranean Fleet, “Taranto, e la notte dell'11-12 novembre 1940, dovrebbero essere ricordate per sempre, per aver dimostrato una volta per tutte come la Marina abbia nella flotta aerea la sua arma più devastanteL'esito dell'incursione dimostrò infatti quanto fosse sbagliata la convinzione le navi all'interno delle basi non avrebbero potuto subire attacchi da aerosiluranti, a causa dei bassi fondali, ma soprattutto segnò un punto di svolta nelle strategie della guerra sul mare, affidando all'aviazione e quindi alle portaerei un ruolo fondamentale nei futuri combattimenti.
Dopo l'attacco, a Taranto si recò anche l'addetto militare presso l'ambasciata giapponese a Roma con l'incarico di raccogliere maggiore informazioni possibili sul raid, in quanto già si stava pianificando un attacco simile su Pearl Harbour, l'anno dopo.

Sitografia
Taranto Magna, http://www.tarantomagna.it/cosa-vedere-taranto/il-monumento-al-marinaio/
Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_al_Marinaio_di_Taranto

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